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domenica 9 dicembre 2012

                                            

LA COSTRUZIONE DI UN GASSIFICATORE AD ARZIGNANO

COSTITUISCE UN RISCHIO PER LA VITA LA SALUTE E IL TERRITORIO

 

CONVEGNO DIBATTITO

PER CHIEDERE INFORMARE

E CERCARE INSIEME UNA ALTERNATIVA ALL'ICENERIMENTO DEI FANGHI

 

VENERDI 14 DICEMBRE 2012

ORE 20.30

VILLA BRUSAROSCO ARZIGNANO

 

RELATORI

PROFESSOR GIANNI TAMINO

 DOCENTE DI BIOLOGIA ALL'UNIVERSITA' DI PADOVA

DOTT. VINCENZO CORDIANO

PRESIDENTE PROVINCIALE DELL'ASSOCIAZIONE

 "MEDICI PER LA SALUTE"
 

sabato 3 novembre 2012

Aloe Vera 20 rimedi esterni con il gel della propria piantina

 
1. L’aloe può essere utilizzato come ingrediente di base per la preparazione di uno scrub per il corpo, con l’aggiunta di olio d’oliva, zucchero o sale.
2. Se il vostro problema è la forfora, coccolate il cuoio capelluto strofinando delicatamente del gel d’aloe su di esso e lasciandolo agire il più possibile prima dello shampoo. Vi aiuterà a contrastarne la formazione e a combattere il prurito.
3. Stendete abbondantemente del gel d’aloe sulla pelle dopo una giornata trascorsa sotto il sole, in modo da beneficiare del suo potere rinfrescante.
4. L’aloe è adatto da impiegare come maschera per il viso in caso di pelle arrossata. Stendetene il gel con le dita e risciacquate il tutto con acqua tiepida quando si sarà asciugato formando una sottile pellicola. Tamponate il viso delicatamente con un panno di cotone.
5. Se quando ritornate a casa alla sera vi ritrovate ad avere le mani screpolate a causa del freddo o del vento, applicate generosamente del gel d’aloe sulle parti più ruvide delle vostre dita. Per un trattamento d’urto lasciate agire l’aloe sulle mani per tutta la notte indossando dei guantini in cotone.
6. il gel d’aloe vera puro può sostituire benissimo la vostra abituale crema viso. Potrete applicarlo anche più volte al giorno, a seconda delle vostre necessità.
7. Provate ad impiegare il gel d’aloe come contorno occhi. Rimarrete stupite del suo effetto tensore sulle piccole rughe.
8. Avete terminato la vostra crema per il corpo abituale? Dopo la doccia utilizzate il gel d’aloe al suo posto, massaggiandolo sulla pelle finché non si sarà ben assorbito. Per renderlo profumato potrete addizionarlo con poche gocce del vostro olio essenziale preferito.
9. il gel d’aloe è anche un ottimo gel per capelli. Provare per credere!
10. Sempre a proposito di cura della chioma, i capelli stressati beneficeranno di un impacco pre-shampoo a base d’aloe, applicato su di essi dopo averli inumiditi e lasciato agire per almeno mezz’ora.
11. Applicate del gel d’aloe sulle punture d’insetti per alleviare rossore e prurito.
12. E’ inoltre il prodotto ideale da utilizzare dopo la rasatura o la depilazione, per rimarginare eventuali microferite.
13. Applicatelo con costanza sulle cicatrici per fare in modo che il loro aspetto migliori e che scompaiano più rapidamente.
14. In caso di macchie scure sulla pelle causate da un’eccessiva esposizione al sole, non disdegnate di effettuare prolungati impacchi di gel d’aloe sulle zone interessate, in modo che tali in estetismi possano attenuarsi fino a scomparire.
15. Provate a contrastare i dolori muscolari effettuando dei massaggi con del gel d’aloe vera, che gode, tra le altre, di proprietà antinfiammatorie e calmanti.
16. Applicatelo senza remore in caso di gengive infiammate o formazione di piccole fiacche all’interno del cavo orale.
17. A fine giornata massaggiate i piedi stanchi con una piccola quantità di gel d’aloe a cui avrete aggiunto al momento alcune gocce di olio essenziale alla lavanda.
18. Se soffrite di mal di testa, tenete a portata di mano un barattolino di gel d’aloe che avrete addizionato con poche gocce dio olio essenziale di menta ed applicatelo al bisogno con movimenti circolari sulla nuca e sulle tempie.
19. L’aloe vera è spesso alla base della composizione di dentifrici naturali. Potrete provare a realizzarne uno unendo al gel d’aloe alcune foglioline di menta e di origano essiccate e polverizzate, da utilizzare di tanto in tanto come alternativa ai prodotti comunemente in commercio.
20. Alcune gocce di gel d’aloe rappresentano la soluzione ideale da applicare affinché gli antipatici brufoletti scompaiano più rapidamente.

lunedì 29 ottobre 2012


 Gli zuccheri elencati nell'allegato sono della centrale di Liberomondo di Cuneo e sono
- cristallino "morena", cioe' cristallino non troppo raffinato per uso da dolcificante (te', caffe'), dolci e marmellate.
- cristallino semi-raffinato significa piu' chiaro, quasi bianco stesso uso di sopra.
- integrale "panela" invece e' uno zucchero/alimento che puo' essere usato per dolcificare anche se altera leggermente il sapore. Non e' cristallino
E' lo stesso "Dulcita" di Ctm.

venerdì 12 ottobre 2012

Inquinamento: Rio Roggia, una vergogna... a norma


Lonigo in provincia di Vicenza. E’ qui che Elio Petri, nel 1968 ha deciso di girare la sua pellicola “Un tranquillo paese di campagna” con Franco Nero. E’ qui che Carlo Mazzacurati, nel 1989 ha deciso di girare varie scene del film “Il prete bello” con Roberto Citran e Adriana Asti. Luogo scelto da Vettor Pisani per costruire la sua “Rocca Pisana” dello Scamozzi, per le vacanze estive. Insomma una piccola zona del Veneto che certamente piace e va conservata come la natura l’ha voluta.
Così in una cupa mattinata di ottobre, decido di partire di buon mattino armato della mia Nikon per catturare qualche immagine di natura autunnale. Parcheggio la mia vettura al margine di una capitagna e mi avvio lungo l’argine della Raguia in località Almisano di Lonigo in provincia di Vicenza. Presso la zona Via Due Ponti dove il Rio Roggia si immette nella Raguia. Resto colpito dal colore blu azzurro delle acque del Rio Roggia. Cumuli di schiuma come piccoli iceberg galleggiano sui corsi d’acqua sballottati da una sponda all’altra dall’andare della corrente. Il fondo del canale è di un colore biancastro con evidenti parti solide irregolari che si muovono lente. Sulle sponde, a pelo d’acqua, agglomerati di sostanze mucillaginose e maleodoranti, come di marcio. Netta la linea di separazione tra le acque della Raguia e del Rio Roggia, a monte verso Almisano hanno un colore naturale di corso apparentemente pulito, a valle, dopo il contatto con il Rio Roggia, azzurre con toni di grigio. Decisamente inquietanti.
Rio Roggia
Evidenti "iceberg" di inquinamento alla deriva e colore dell’acqua improponibile.
Incuriosito da questo scempio decido di risalire a piedi gli argini lungo i campi fino a scoprire la fonte di questo schifo. Durante il mio camminare documento con moltissimi scatti quanto vedo, peccato che non possa documentarvi in altrettanto modo anche gli odori che ne derivano. Strada facendo mi avvicino a diverse famiglie, per lo più di agricoltori che vivono a ridosso del Rio Roggia cercando di porre loro qualche domanda ma quando, avvicinandomi, vedono che sono munito di macchina fotografica, non c’è bisogno di chieder loro nulla. Fiumi in piena! “Non riusciamo ad avere una vita normale con questi odori. Il Rio Roggia è spesso dei colori più disparati. Non le dico d’estate, tra odori e zanzare non si riesce a vivere. Abbiamo interessato tutti quelli che potevamo, dall’ARPAV, ai Carabinieri ai Vigili Urbani ma nessuno ha mai fatto nulla. Sono emerse molte allergie cutanee e la vita di giorno in giorno è sempre più difficile”.
 
Rio Roggia
Isolotto mucillaginoso di microorganismi inquinanti.
Queste in sintesi le testimonianze raccolte di poco meno di una decina di famiglie e 5/6 cacciatori incontrati sul percorso. Ciò che noto di strano è che più mi avvicino alla fonte del disastro ambientale e più le acque sembrano pulirsi, diventare chiare. Ad un certo punto scorgo, tra gli alberi che costeggiano un canale che arriva dalla Cartiera di Sarego, una specie di costruzione dov’è installata una pompa che dovrebbe servire a pescare l’acqua in profondità per la lavorazione della carta. Ai piedi di questa costruzione il braccio di canale che immette sul Rio Roggia, fonte dell’inquinamento.
 
Raguia e Rio Roggia
Sullo sfondo è visibile la Raguia con anatroccoli, mentre verso il basso si mischiano colori grigio azzurri
Ma non convinto del fatto che più si risale a monte e più le acque sembrano pulite, chiedo informazioni a chiunque mi capiti a tiro che abiti nelle vicinanze del Rio Roggia. Un anziano mi racconta che è una reazione chimica che avviene nell’acqua per cui più si scende a valle e più l’acqua si colora e assume forme mucillaginose. Poi aggiunge che, estate o inverno che sia, l’acqua ha sempre una temperatura di almeno 24/25 gradi e d’inverno è ben visibile questo fenomeno poiché il Rio è sempre accompagnato da un velo di nebbia di evaporazione. Il signore anziano continua raccontandomi che l’ARPAV ha effettuato più volte i suoi controlli ma non ha riscontrato irregolarità negli scarichi.
Sta di fatto che le foto che ho scattato e le narici mie e di chi si avventura lungo questi argini non possono essere tratte in inganno da quanto si vede e si sente. Forse ci sono delle verità nascoste, forse gli investimenti per depurare sono troppo elevati o per certe fabbriche è meglio non spendere soldi quando si ha la “possibilità” di farlo. Forse il ricatto di dover lasciare a casa dipendenti se costretti ad investire fa fare una marcia indietro. Forse, più semplicemente, sarebbe il caso che qualcuno facesse tutti i controlli del caso, pubblicandone i risultati, magari fornendo qualche spiegazione alle decine di famiglie che vivono attorno a quel letto di Rio Roggia dai colori variopinti e dagli odori nauseabondi.